Programmi OCR e cervello umano

Anche tra i più potenti elaboratori elettronici in nostro possesso, no ve n’è nessuno potente e fruibile come il nostro cervello. Tra gli esempi classici che si fanno vi è quello di un’operazione per noi assolutamente normale ma che per un elaboratore, qualsiasi elaboratore, è letteralmente impossibile. Stiamo parlando della lettura. Si tratta di un processo solo apparentemente semplice dato che per l’apprendimento dello stesso, anche il nostro fantastico elaboratore personale impiega comunque qualche anno per venirne a capo.

Ma come fanno allora i computer ed altre macchine automatiche ad eseguire quella che, a tutti gli effetti, sembra assolutamente una vera e propria operazione di lettura?

Il gioco si rivela tramite l’utilizzo di una speciale branca di programmi detti OCR, ovvero Optical Character recognition software, programmi per il riconoscimento ottico dei caratteri e che sono quei programmi che sostanzialmente simulano la capacità umana di leggere un documento..

Mediante l’uso di questi programmi quindi anche un elaboratore è in grado di svolgere quelle elementari operazioni di “lettura” che ne rendono possibile l’utilizzo in diversi campi sia della pubblica amministrazione, come ad esempio nello smistamento della posta sia pubblica che privata, che in altri campi, come per esempio nel controllo automatizzato del traffico e delle relative infrazioni, o nel momento in cui vi sia da effettuare un certo livello di controllo presenze.

Nei cellulari di ultima generazione spesso vengono utilizzati programmi OCR, anche se in modo del tutto trasparente per l’utente.

Per esemplificare quanto detto nel paragrafo precedente, i programmi OCR per il riconoscimento ottico dei caratteri vengono utilizzati da diversi uffici postali per la lettura del CAP, dall’INPS per la lettura del codice utente, e spesso anche nella gestione di altri pubblici servizi come nel caso delle Agenzie per il territorio e altre branche dell’amministrazione pubblica e semiprivata.